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| Foto Giulia Bertoletti |
L’attrice,
regista, sceneggiatrice Carmen Giardina a Brescia con AGEnda Cinema.
Tre incontri al cinema Nuovo Eden
Scende dal treno con uno zainetto quasi invisibile e un
ricco bagaglio di esperienze, racconti, immagini. Arriva da Roma per tre
incontri cinematografici al cinema Nuovo Eden di Brescia: un’intervista con
AGEnda Cinema, una proiezione del Caso Braibanti per le scuole coinvolte
dal Booktrailer Film Festival e di Bellezza, addio! per il pubblico
adulto.
Lei, Carmen Giardina, attrice, regista, sceneggiatrice di
talento non è conosciuta come meriterebbe e non è la sola tra le registe. Con
questa consapevolezza AGEnda Cinema ha organizzato una piccola rassegna,
“Registe in primo piano”, per dare visibilità a donne che la meritano.
Il primo appuntamento
è stato ad aprile con Antonietta De Lillo, il secondo a settembre con Andrea
Maddalena Bernardi e l’ultimo a ottobre con lei, Carmen Giardina.
La intervista Massimo Morelli che sceglie di aprire
l’incontro con la proiezione del suo corto Un figlio che ha come
protagonista un’intensa Ottavia Piccolo. In soli nove minuti, il
racconto passa con naturalezza dalla dimensione intima a quella collettiva. Il
finale inatteso commuove la platea e raccoglie gli applausi.
Il tema della Memoria è il filo conduttore anche de Il caso
Braibanti e di Bellezza, addio!, “Memoria di un Paese smemorato come
l’Italia,” sottolinea Carmen “in cui i diritti civili non sono acquisiti una
volta per tutte”. È una riflessione che i suoi due film vogliono suscitare
guardando al passato con l’occhio dell’oggi: quale il futuro dei diritti lgbt?
Aldo Braibanti, ex partigiano, poeta, mirmecologo, scrittore, nel 1968 è
accusato di plagio per una relazione omosessuale con un giovane e condannato a
nove anni di carcere in un processo che divide l’Italia e coinvolge personalità
pubbliche come Umberto Eco, Elsa Morante, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini.
E quale il futuro della poesia libera e non convenzionale?
Dario Bellezza, poeta omosessuale morto di AIDS, misconosciuto in vita,
nonostante la notorietà anche televisiva, dimenticato da morto, ritorna a
parlarci potentemente con i suoi versi, in un film corale dal montaggio rapido.
Al centro dei due film di Carmen Giardina, ci sono due nomi
sconosciuti ai più, Aldo Braibanti e Dario Bellezza, che raccontano un’Italia
che non c’è più, da una parte quella oscurantista e sessuofoba, d’altra quella
libertaria e anarchica, entrambe nascoste sotto la cenere di un Paese
contradditorio e in bilico tra passato e futuro come è il nostro.
Il cinema di Giardina non si definisce soltanto attraverso i
temi che affronta. La sua formazione da attrice, maturata a Genova, dove ha
frequentato lo Stabile, si riflette in un linguaggio che intreccia con armonia
materiali di repertorio, finzione e teatro. Le inquadrature giocano sulle
ombre; la musica di Pivio, noto compositore e marito di Carmen, accompagna le
immagini e ne amplifica la forza, senza mai sovrastarle.
Carmen riparte da Brescia con la stessa leggerezza e
gentilezza con cui è arrivata. A noi restano storie nuove da custodire e un
invito a non dimenticare.
Laura Forcella
