Nell'organizzare Animare, festival di cinema di animazione
per bambini, propongo tra gli altri, Davi, un corto spagnolo ambientato in uno
scenario di guerra, dove due giovani fratelli affrontano con angoscia terribili
momenti.
Durante una delle prime proiezioni, 2 coppie di genitori
avvicinano una mia collaboratrice, chiedendo la sospensione di quel film. Motivazione:
non si può parlare di guerra a bambini di 4 o 5 anni. Il fatto mi viene
riportato e si apre una questione morale: lo censuro?
Ieri sera provo una possibile soluzione. Escludo il film dal
programma dei finalisti e al termine mi rivolgo alla platea: "cari genitori, ora proietteremo
un film fuori programma, che parla di guerra, potete scegliere se prolungare o interrompere la
visione."
Nessuno si alza, ma le facce lasciano trasparire un mix di
paura (per i propri figli) e curiosità (per capire come viene affrontato
l'argomento).
La proiezione inizia con tanta tensione e il proiezionista
mi lancia un ultimo sguardo per capire il da farsi. Alzo il pollice
autorizzando il "play".
Durante la proiezione, i rumori dei bombardamenti catturano l'attenzione di alcuni passanti
che si aggiungono al pubblico.
Al termine, il presentatore impugna il microfono e con timore chiede: "bambini vi è piaciuto il film?" 30 bimbi si uniscono in un prolungato assenso.
Poi il presentatore sposta lo sguardo in un altro punto della
platea. "Genitori che ne pensate?" Una mamma si alza e con tono deciso dice: è un
film che si deve fare assolutamente vedere, lasciando trasparire un’urgenza _ Un
bisogno di scavalcare un muro di omertà dove spesso confiniamo lo sguardo dei
figli per non fargli capire ciò che accade veramente.
E intanto mi sono venute a mente le parole di Gino Strada
durante un’intervista: "tutte le guerre sono un orrore - e non ci si può voltare
dall’altra parte, per non vedere le facce di quanti soffrono in silenzio”
E in quei genitori che il giorno prima hanno vietato la proiezione di Davi, pur
avendo visto in anteprima il film, ho intravisto quel leggero atteggiamento di
voltarsi dall'altra parte.
Gianluca Castellini
