FEDIC nel nome di Giampaolo Bernagozzi

All’Istituto Parri di Bologna un ponte tra memoria e futuro: la FEDIC nel nome di Giampaolo Bernagozzi


Si è tenuto il 20 febbraio 2026, presso l’Istituto Storico Parri Bologna Metropolitana, il secondo appuntamento delle giornate di studi “Il cinema/documento”, dedicate al centenario della nascita di Giampaolo Bernagozzi (1926–1986). L’iniziativa, organizzata dall’Istituto Parri, ha rappresentato un momento di riflessione profonda sul valore culturale e civile del cinema documentario e sull’eredità di una figura centrale per la storia cinematografica bolognese e italiana.

All’interno del programma è intervenuta la Federazione Italiana dei Cineclub (FEDIC), rappresentata dal presidente nazionale Lorenzo Caravello e da Alessandro Leo, uno dei produttori più giovani d’Italia e presidente del Cineclub FEDIC Bologna “Gianni Cavina”.

Nel suo intervento, Caravello ha ricordato il ruolo fondamentale di Bernagozzi nella nascita del primo cineclub FEDIC di Bologna, attivo tra il 1950 e il 1951, e il contributo determinante che egli diede allo sviluppo della Federazione. Bernagozzi non fu soltanto studioso e docente, ma promotore instancabile di una cultura del cinema fondata sulla qualità delle opere realizzate dai cineclub associati. Una visione che metteva al centro la cura del linguaggio, la responsabilità culturale e la crescita collettiva.

Caravello ha inoltre sottolineato l’importanza della FEDIC come rete nazionale capace di creare connessioni tra professionisti, autori e appassionati di generazioni diverse. Un sistema fondato sulla condivisione e sul dialogo, che continua a offrire punti di riferimento concreti a chi si avvicina al settore audiovisivo e che favorisce l’incontro tra esperienze, competenze e visioni differenti, unite dalla stessa passione per il cinema.

In un ideale passaggio di testimone tra passato e presente, Alessandro Leo ha rappresentato la nuova fase della FEDIC a Bologna. Dall’esperienza storica degli anni Cinquanta alla nascita del Cineclub “Gianni Cavina”, il suo intervento ha tracciato una prospettiva contemporanea che guarda al futuro con spirito imprenditoriale e consapevolezza industriale.

Leo si è soffermato sull’importanza di riscoprire il valore della produzione a basso costo non solo come terreno formativo per chi muove i primi passi, ma anche come modello virtuoso per imprese strutturate. Pensare il cinema italiano come industria significa riconoscere nel produttore anche un imprenditore, capace di investire nel proprio lavoro e di costruire percorsi sostenibili senza dipendere esclusivamente da fondi pubblici o da risorse esterne.

Se l’arte è un bene pubblico e merita, quando possibile, il sostegno delle istituzioni, è altrettanto vero che il cinema deve sviluppare una propria autonomia economica e strategica. In questa direzione, Leo ha evidenziato la necessità di studiare e introdurre nuove strategie distributive, fondate sulla comunicazione e sull’utilizzo delle tecnologie contemporanee, per permettere al pubblico di scoprire nuove opere e per rafforzare un rapporto diretto e indipendente tra produzione e distribuzione.

L’incontro del 20 febbraio ha così assunto il valore di un momento simbolico: nel nome di Bernagozzi, la FEDIC ha riaffermato la propria identità di comunità culturale e al tempo stesso di laboratorio progettuale. Un ponte tra memoria e innovazione, tra storia e industria, che continua a dare forma al futuro del cinema indipendente italiano.